La libertà di stampa, l'autonomia delle testate e le forme di tutela dei giornalisti sono i tre capisaldi fondamentali su cui si basa la professione. Esercitare è un diritto, è evidentemente meno scontato di rispettare un obbligo, sia sul piano delle conseguenze dal punto di vista dell'etica professionale sia sul piano della quotidiana pratica lavorativa. Nella maggior parte dei casi i giornalisti rispettano l’obbligo professionale di informare il lettore raccontando la verità sostanziale dei fatti. Non tutti difendono a spada tratta il proprio “diritto insopprimibile di libertà di informazione e di critica”. Queste le contraddizioni di una professione che dovrebbe essere “libera” di informare e, magari criticare, ma deve fare i conti con istanze diverse, non ultima quella di lavorare in una testata di “proprietà”, che vive talvolta in un mercato estremamente difficile. Il premio è dedicato a tutti i giornalisti impegnati giorno dopo giorno a dare il loro miglior contributo professionale , distinguendosi per completezza e correttezza dell’informazione.
• Pervasività della notizia: verranno privilegiate quelle notizie che si sono distinte per forza comunicativa e capacità di penetrazione;
• Completezza e correttezza dell'informazione:criterio alla base del quale si fonda la professione giornalistica, una norma imprescindibile, indipendentemente dal tema trattato;
• Chiarezza espositiva: criterio fondamentale è la chiarezza e la semplicità espositiva della notizia, che favorisce la comprensione dell'argomento e di conseguenza alimenta la diffusione della notizia.

Laura Laurenzi e' inviato speciale alla "Repubblica" dove scrive di attualita' e di costume. Presso Rizzoli ha pubblicato "Vita da ricchi" (1987) e "Peccati di gala" (1989) sui riti e le contraddizioni della societa' emergente. Dall'amore impossibile fra la pluridivorziata Wallis Simpson e Edoardo d'Inghilterra all'ambiguo legame - concluso in un sordido crepuscolo da sottosuolo - fra Eva Braun e Adolf Hitler, che sotto le bombe si sposano e si uccidono durante la stessa festa di morte. E ancora il patto di sangue e tirannide fra Elena e Nicolae Ceausescu, giustiziati l'uno nelle braccla dell'altra, e il sodalizio di un'attricetta troppo ambiziosa, Jiang Qing, con il Grande Timoniere Mao Zedong. Un secolo in cui, fra le luci vivide della ribalta e quelle livide della storia, sono divampate brame e passioni che si librano in una dimensione assoluta, priva di pudori e di rimpianti. 1873: Paul Verlaine spara tre colpi di pistola ad Arthur Rimbaud, il suo "grande e radioso peccato". 2005: Elton John e David Furnish celebrano il loro matrimonio nella Guildhall di Windsor. Tra questi due eventi sono trascorsi più di cent'anni, scanditi da infinite storie d'amore fra persone dello stesso sesso. Storie struggenti e tumultuose, percorse da un furore fuori scala: Laura Laurenzi ci guida alla scoperta delle più emblematiche. L'unica cosa per cui valga la pena di vivere è l'amore, di qualunque forma esso sia. Con il recentissimo Liberi di amare Laura Laurenzi compone un album di ritratti a tinte vivide, istantanee su cui il tempo sembra non essere passato, commentate dalle voci stesse degli uomini e delle donne che sfidarono pregiudizi e convenzioni per vivere fino in fondo la loro scelta.

Laureato in Lettere (ha studiato con Alfonso Berardinelli e Giulio Ferroni) con una tesi sul “giallo” italiano degli anni ’30, lavora in ambito televisivo da piu’ di vent’anni. Ha collaborato nel tempo (solo per citare alcuni nomi) con Enzo Tortora, Ugo Gregoretti, Paolo Guzzanti, Giuliano Ferrara, Paolo Mieli, Corrado Augias, Pippo Baudo (Novecento e’ la trasmissione che ha coniugato intrattenimento e storia in un prime-time di grande successo, Telegatto e Oscar tv). 49 anni, sposato con una figlia, e’ vicedirettore di Raitre e responsabile dei programmi culturali (da Sfide a Passepartout con P. Daverio, a Che tempo che fa con Fabio Fazio). In particolare si occupa da anni di programmi storici, e cura il “Progetto storia” della rete, che comprende titoli come La grande storia in prima serata, Correva l’anno, Enigma, Il mio Novecento, che hanno ottenuto ed ottengono da tempo il favore del pubblico e della critica. E’ consigliere di amministrazione Raisat. E’ docente di Semiologia dei linguaggi audiovisivi presso la Facolta’ di Sociologia dell’Universita’ degli studi Federico II di Napoli.
"Il Financial Times ha continuamente consolidato la sua posizione di quotidiano leader europeo, con forti aree di influenza anche in Nord America, in America Latina e in Estremo Oriente. Il Premio Giornalistico Internazionale Santa Margherita Ligure per la Cultura – Edizione 2006 Sir Isaah Berlin", oltre a onorare la memoria del grande pensatore politico inglese di origine lettone, cittadino onorario di santa Margherita Ligure, vuole essere un riconoscimento per l'apertura e l'intelligenza con cui il giornale ha analizzato la situazione internazionale e quella dell'Italia in particolare, attraverso il corretto lavoro di informazione dei suoi giornalisti e attraverso le analisi equilibrate ed acute dei suoi commentatori."
"The Financial Times has continuously improved and further strenghened its position as one of the leading newpapers in Europe, in the Americas and the Far East. The Santa Margherita - Sir Isaiah Berlin Award 2006 - founded in memory of the British political theorist, a regular visitor to Santa Margherita Ligure for many years - is given to the Editor of the Financial Times in recognition of the newspaper's perceptive assessment of global economics, and of how these affect the diverse political situations of individual countries and continents. On Italian affairs (a political minefield most of the time) the FT commentators give astute and balanced analysis. Its correspondents deserve credit for their unadulterated, factual reporting of news".

Maurizio Molinari è dal gennaio 2001 il corrispondente de la Stampa dagli Stati Uniti. Attento alla politica, alla società ed ai movimenti culturali e sociali, che ha saputo con grande anticipo cogliere con un’analisi acuta e precisa del Paese che lo ospita. In precedenza è stato corrispondente da Bruxelles e corrispondente diplomatico.Giunto a La Stampa nel 1997 è giornalista dal 1984 ed ha lavorato su politica estera e di sicurezza anche per La Voce Repubblicana, Il Tempo, L'Indipendente, L'Opinione, Il Foglio e Panorama. Inviato in più occasioni nei Balcani, in Medio Oriente, Iran, Iraq, Nordafrica, Turchia e Corno d'Africa.Ha intervistato fra gli altri George W. Bush, Laura Bush, Kofi Annan, Condoleezza Rice, Paul Wolfowitz, Madeleine Albright, Henry Kissinger, il re saudita Abdullah quando era principe ereditario, Muammar Gheddafi, Tareq Aziz, Ali Akbar Velaiaty, Kamal Karrazi, Nateq Nouri, Benjamin Nethanyahu, Shimon Peres, Elie Wiesel, Yasser Arafat, Abdullah Ocalan, Javier Solana, Hugo Chavez, Rodrigo Rato e Atal Bihari Vajpayee.Commenta politica estera e fatti degli Stati Uniti sugli schermi della tv La7.Dopo aver studiato all'Università Ebraica di Gerusalemme ed al Manchester College di Oxford si è laureato in Scienze Politiche (1989) e Lettere-Storia (1993) all'Università "La Sapienza" di Roma. Ha numerose pubblicazioni con i più importanti editori italiani ed in particolare Laterza.Nato a Roma nel 1964, nel 1994 ha sposato Micol. Vive a New York.