
Nato in Svezia da padre italiano e da madre tedesca, ai quali deve la doppia cittadinanza, un’identita’ piu’ ricca e un raro bilinguismo perfetto, Giovanni di Lorenzo esprime nella maniera migliore l’essenza di quello che dovrebbe (o potrebbe) essere la nuova cultura europea.
La sua concezione del giornalismo, come testimoniano l’autorevole settimanale d’opinione Die Zeit di cui e’ direttore e la trasmissione televisiva “3 nach 9” che conduce da anni, e’ aperta e moderna. In contrasto con le tendenze oggi diffuse, a fare dei media un veicolo di “consigli per gli acquisti” e uno strumento rivolto soprattutto verso le élites economico-politiche, di Lorenzo ha saputo analizzare senza pregiudizi la realta’ non solo della Germania, ma di un’Europa multiculturale senza frontiere in problematica e rapida transizione.
Giovanni Di Lorenzo, cattolico, nato il 9 Marzo 1959 a Stoccolma da padre italiano e madre tedesca. Suo padre è amministratore di una società di doppiaggio, sua madre una psicoterapeuta. Dopo aver conseguito il diploma in un liceo linguistico di Hannover, di Lorenzo ha studiato scienze della comunicazione, storia moderna e politica all'università Ludwig-Maximilians di Monaco'di Baviera (Titolo di studio: M.A. Magister Artium). Tesi: "Strategie e sviluppo della televisione privata in ltalia prendendo come esempio le reti di Silvio Berlusconi". Le prime esperienze giornalistiche dal 1979-1982 alla Neuen Presse in Hannover. Dopo I'ammissione nella Scuola Giornalistica Tedesca di Monaco, di Lorenzo decise nel 1981 di scrivere della vita di un terrorista di destra in Germania. Questi scritti vennero pubblicati dalla ZEIT ed in seguito come libro dall'editore Rowohlt. Dal 1984 al 1987 ha condotto il programma televisiono per giovani "Live dall'Alabama" (Bayrischer Rundfunk). Dal 1987 al 1994 inviato nell'ambito della politica interna del Süddeutschen Zeitung, dove dal 1994 al 1998 dirige il settore reportage "La Pagina Tre". 1988/89 conduttore della serie TV di dieci puntate "Lettere dall'ltalia". Dal 1989 conduttore della Talkshow televisiva, III dopo le 9" di Radio Brema. A partire da Gennaio 1999 direttore del quotidiano berlinese "Der Tagesspiegel".
Dal 19 Agosto 2004 direttore unico del settimanale "DIE ZEIT" (tiratura: 485.000)

L’Ambasciatore Sergio Romano ha costituito una grande novità del giornalismo italiano con le sue doti di chiarezza espressiva e conoscenza storica e soprattutto autorevolezza. Lo ha fatto con i suoi libri, i suoi editoriali prima sulla Stampa poi sul Corriere della Sera, la sua rubrica su Panorama, i suoi interventi televisivi e le risposte alle lettere dei lettori nella pagina dello stesso Corriere della Sera ereditata da Indro Montanelli e Paolo Mieli. Sono inoltre diventati una preziosa consuetudine per i lettori del quotidiano di via Solferino i suoi reportage dal mondo, ultimo quello dal Libano, nei quali Sergio Romano torna ad essere quel che fu da giovane: un giornalista curioso che va nei posti in cui si producono le notizie, parla con i protagonisti più importanti e prende appunti su aspetti significativi della vita di quei paesi. Il suo è un modo tutto particolare forse unico di arricchire i lettori che infatti, giov ani e adulti, lo considerano da tempo un elemento imprescindibile dei loro percorsi di conoscenza.
Sergio Romano è editorialista del “Corriere della Sera” e di “Panorama”; collabora inoltre con “Affari Esteri”, il “Corriere del Ticino” e “Les Echos” di Parigi. Dopo aver lavorato come giornalista a Milano, Parigi, Londra e Vienna, è entrato nel servizio diplomatico nel 1954. Nel corso della sua carriera ha ricoperto tra l'altro gli incarichi di Direttore Generale degli Affari Culturali del Ministero degli Affari Esteri (1977-1983), Rappresentante alla NATO (1983-85) e Ambasciatore a Mosca (1985-1989). Nel marzo del 1989 si dimesso dalla carriera diplomatica.
I suoi ultimi libri sono Europa storia di una idea (Longanesi 2005), Libera Chiesa. Libero Stato? (Longanesi 2006), I giudizi della storia (Rizzoli 2006), Saremo moderni? (Longanesi 2007), Il paese delle molte storie (Rizzoli 2007), Con gli occhi dell’Islam (Longanesi 2007)
Sergio Romano è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano. È stato Visiting Professor presso le Università di Harvard e di Berkeley (California, USA) ed ha insegnato presso le università di Firenze, Sassari e Pavia. Dal 1993 al 1998 ha insegnato Storia delle relazioni internazionali all’Università Commerciale Bocconi di Milano.
È dottore honoris causa dell'Institut d'Etudes Politiques di Parigi, dell'Università di Macerata e dell'Istituto di Storia Universale dell'Accademia delle Scienze della Russia. È presidente del Comitato premi della Fondazione Internazionale Balzan e socio straniero dell'Accademia Reale del Belgio.

Luca Ricolfi, sociologo, professore all'Università di Torino, editorialista de "La Stampa", acuto osservatore con spiccata vocazione anticonformista, rappresenta modello raro di equilibrio e ironia tagliente nelle analisi delle diverse realtà italiane. Ne è esempio il recente aggiornamento del famoso saggio pubblicato nel 2005:"Perché siamo antipatici?La sinistra e il complesso dei migliori, prima e dopo le elezioni del 2008.
Luca Ricolfi (Torino, 1950), sociologo, ha insegnato Sociologia presso la Facoltà di Economia e Commercio di Modena, Metodologia delle Scienze Sociali presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Torino, Metodologia della ricerca psicosociale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino. Attualmente insegna Analisi dei dati presso la Facoltà di psicologia dell’Università di Torino.
Ha fondato l’Osservatorio del Nord Ovest e, insieme a Silvia Testa, la rivista “Polena”, specializzata in Analisi Elettorale. E’ membro della European Academy of Sociology.
Principali campi di interesse: analisi elettorale, effetti della tv, scuola e mercato del lavoro, terrorismo, psicometria, analisi dei dati.
Fra i suoi ultimi lavori: La frattura etica. La ragionevole sconfitta della sinistra (L’Ancora del Mediterraneo 2002), Dossier Italia. A che punto è il “Contratto con gli italiani” (Il Mulino 2005), Palestinians, 1981-2003 (in D.Gambetta, Making Sense of Suicide Missions, Oxford University Press 2005), Tempo scaduto. Il “Contratto con gli italiani” alla prova dei fatti (Il Mulino 2006),
Le tre società. E’ ancora possibile salvare l’unità dell’Italia? (Guerini e Associati 2007), L’arte del non governo. Da Prodi a Berlusconi e ritorno (Longanesi 2007).
Dal 2005 è editorialista de “La Stampa”.

Cronista di grande tenacia e professionalità, inviata sui più difficili casi di cronaca in Italia e all’Estero, da terremoti a sequestri, a brutali assassinii, unisce forte passione nel racconto con un’attenzione naturale ad aspetti di costume ed ai mutamenti della società e della vita moderna.
Romana, una laurea in Economia, un master di giornalismo biennale, Maria Corbi, dopo diverse collaborazioni, è arrivata alla Stampa nel 1994 dove da subito ha scelto di occuparsi di attualità e costume, raccontando sulle pagine del giornale grandi fatti di cronaca, personaggi e tendenze. Dallo Tsunami, ai matrimoni reali, a vizi scandali e virtù dei politici, alla tragedia dei fratellini di Gravina. Le sono state affidate diverse rubriche fisse “di colore” sia nelle pagine culturali che in quelle del magazine Specchio.
Nel 2001 è uscito per Rizzoli il libro “Cenerentole”. Nel 2004 ha scritto per Baldini Castaldi Dalai il racconto “Mitrokhin”. Nel 2007 è uscito per Cairo il saggio - inchiesta “Ultimo tabù, storie vere di amori segreti nella chiesa”, un viaggio nella sessualità e nella affettività nascosta dei preti. Sempre nel 2007 è uscito per Oscar Mondadori, all’interno della raccolta di racconti femminili “Cuori di pietra”, il racconto “I meravigliosi colori dell’inganno. A maggio, sempre per Oscar Mondatori, un altro racconto all’interno della raccolta “Facce di Bronzo”. Una vita privata ricca di due meravigliosi bambini, Marco di undici anni e Carlo di 10. Oltre a una tribù di animali, cani e gatti, trovatelli.
Per avere mutato con tecniche contemporanee di montaggio la tradizionale cronaca Tv. Nei servizi della Carfagna, vedi il caso Gravina, la cronaca non degenera mai in voyerismo o morbosità, ma resta informazione e solidarietà per chi soffre.
Romana, una laurea in Economia, un master di giornalismo biennale, Maria Corbi, dopo diverse collaborazioni, è arrivata alla Stampa nel 1994 dove da subito ha scelto di occuparsi di attualità e costume, raccontando sulle pagine del giornale grandi fatti di cronaca, personaggi e tendenze. Dallo Tsunami, ai matrimoni reali, a vizi scandali e virtù dei politici, alla tragedia dei fratellini di Gravina. Le sono state affidate diverse rubriche fisse “di colore” sia nelle pagine culturali che in quelle del magazine Specchio.
Nel 2001 è uscito per Rizzoli il libro “Cenerentole”. Nel 2004 ha scritto per Baldini Castaldi Dalai il racconto “Mitrokhin”. Nel 2007 è uscito per Cairo il saggio - inchiesta “Ultimo tabù, storie vere di amori segreti nella chiesa”, un viaggio nella sessualità e nella affettività nascosta dei preti. Sempre nel 2007 è uscito per Oscar Mondadori, all’interno della raccolta di racconti femminili “Cuori di pietra”, il racconto “I meravigliosi colori dell’inganno. A maggio, sempre per Oscar Mondatori, un altro racconto all’interno della raccolta “Facce di Bronzo”. Una vita privata ricca di due meravigliosi bambini, Marco di undici anni e Carlo di 10. Oltre a una tribù di animali, cani e gatti, trovatelli.
Francesca Senette ha saputo imporsi molto giovane con abilità e naturalezza nel mondo dei mass media. Dall'emittente Antenna 3 è divenuta in breve uno dei volti più noti del Tg 4 come conduttrice e giornalista, ha curato la rubrica Sipario, si è poi affermata con articoli in quotidiani come Libero, o testate quali Donna Moderna. La sua capacità e spigliatezza sono state ora ulteriormente riconosciute, tanto da venir chiamata alla Rete 2 della TV pubblica.
Cultore della materia in Comunicazione Pubblica e Istituzionale e Scienze della Comunicazione all’Università Statale dell’Insubria di Varese, vincitrice del Premio Ischia, Premio Magna Grecia e Premio Isimbardi si laurea con 110 e lode all’Università Cattolica del sacro Cuore di Milano con una tesi in Sociologia sul “Rapporto tra pubblico e redazione al TG4”. Giornalista Capo Servizio presso il TG4 diretto da Emilio Fede dal giugno 2000, conduce l’edizione delle 11,30 e delle 13,30. Per l’edizione serale realizza servizi di politica, cronaca, costume e società, con approfondimenti sulle emergenze anoressia e disagio giovanili.
Dal 2000 al 2004 conduttrice del rotocalco “Sipario del Tg4” con interviste e dirette da studio con attori, cantautori e personaggi del mondo dello spettacolo. Ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra le ultime il settimanale “Donna Moderna” e il quotidiano “Libero” diretto da Vittorio Feltri con la rubrica “TobaToba”. 32enne, sposata e mamma di Alice, ama viaggiare e mettersi alla prova, anche professionalmente. Dal prossimo settembre condurrà “L’Italia allo specchio” la programma quotidiano del pomeriggio di Rai due - direttore Antonio Marano- dedicato ai principali temi di attualità.

Questa importantissima realtà turistica del Tigullio da sempre ha mostrato attenzione e sensibilità verso le manifestazioni del Territorio, in modo particolare quelle sostenute dalla municipalità di
S. Margherita Ligure.
Le personalità coinvolte e gli intenti del Premio Giornalistico Internazionale per la Cultura collimano perfettamente con gli obiettivi di eccellenza turistica e culturale che l'Hotel persegue, forte di una tradizione unica nel panorama locale.
Nato infatti nel 1889 come dimora nobiliare, una volta divenuto hotel ha ospitato teste coronate e l’aristocrazia della belle epoque, ma anche i più bei nomi della cultura e dello spettacolo, da Pirandello a Eleonora Duse, sino a notissime star internazionali. Nelle sue sale fu firmato, nel 1922, il "trattato di Rapallo", che sancì la pace insperata tra Germania e Russia.